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Orgosolo | il paese dei murales

  • Monumenti - Sardegna

Orgosolo, paese-simbolo del mondo barbaricino, con i murales ha maturato un'importante esperienza artistica, ornando le sue vie (via Rinascita, corso Repubblica, piazza Caduti in Guerra, via Gramsci). Il primo murale fu realizzato alla fine degli anni '60 del Novecento, durante la contestazione giovanile, dal gruppo anarchico milanese Dioniso. I bersagli di quegli anni erano i governi sopraffattori e portatori di ingiustizie sociali. A partire dal 1975, ad opera dell'insegnante senese Francesco del Casino e dei suoi allievi di Orgosolo, l'attività muralista si intensificò, assumendo un singolare ed inconfondibile stile pittorico. Si ironizzava su Alfredo Niceforo e sul presidente Leone, si riportava il telegramma del partigiano e scrittore Emilio Lussu solidale con le contestazioni anti-NATO, si denunciavano le ingiuste reclusioni, la condizione delle carceri, la sofferenza di detenuti e familiari, la cupa esistenza di latitanti e briganti braccati dai carabinieri. Si ricordavano i valori della Resistenza, mentre l'effigie di Gramsci invitava alla riflessione e il volto mite di un capo indiano denunciava i soprusi dei bianchi. Non mancano le scene di vita quotidiana: uomini a cavallo, donne con in grembo i propri figli, pastori che tagliano il vello alle pecore, contadini con in mano la falce. Coordinati dal Del Casino, diverse generazioni di alunni si susseguirono nell'opera di abbellimento delle vie principali, trattando tematiche che spaziavano dall'ambito locale a quello nazionale e internazionale. Si cimentarono nel muralismo anche pittori locali, come Pasquale Buesca e Vincenzo Floris. L'esperienza giunge fino i nostri giorni: è del 1994 un murale che rappresenta i conflitti della ex Jugoslavia e la distruzione di Sarajevo, recentissimo quello sull'attentato alle torri gemelle di New York.
Oggi Orgosolo offre all'attenzione e al godimento del pubblico un patrimonio di oltre centocinquanta opere, quasi tutte di immediata lettura e comprensione, che colpiscono per la vivacità dei colori e non raramente per il pregio stilistico. Ma ciò che soprattutto affascina è la naturalezza con la quale i muri, le antiche case e le strette viuzze del centro storico "vestono" gli affreschi, inserite in un unitario e suggestivo percorso poetico.

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