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Cilento - Paestum, Padula, Velia

  • Monumenti - Campania

Il Cilento è una terra che coniuga natura, archeologia ed un mare limpido e cristallino da anni premiato con la Bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente.

Il territorio è anche ricco di siti archeologici famosi in tutto il mondo: ai margini della piana del Sele si incontra Paestum e più avanti Velia.

PAESTUM
Paestum è un’antica città della Magna Grecia, i cui resti formano uno dei principali parchi archeologici d’Europa, riconosciuto, nel 1988, tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Particolarmente importanti sono i tre grandi templi, due di ordine dorico, e uno di ordine dorico e ionico, che costituiscono alcuni dei migliori esemplari di questi stili. Il Tempio di Hera: chiamato la "Basilica" (ca. 540 a.C.), era uno dei più grandi templi greci costruito in pietra. Il più antico dei tre, reca i segni della sua arcaicità in alcune peculiarità strutturali, ad esempio nella peristasi enneastila (di 9 colonne) sui lati brevi. Il Tempio di Athena (ca. 500 a.C.): in precedenza noto come tempio di Cerere, è più piccolo, ma più equilibrato nelle forme. Il Tempio di Poseidone: ma in realtà anche questo dedicato ad Hera, mostra le forme mature del tempio di Zeus di Olimpia.

PADULA - LA CERTOSA DI SAN LORENZO
Il più grande e monumentale monastero dell’Italia Meridionale, e uno dei più imponenti del mondo, la Certosa di San Lorenzo a Padula, si compone di 52 mila metri quadrati nel Vallo di Diano, un vasto altopianonel Salernitano, al confine con la Lucania. L’edificio è costruito con proporzioni immense e con un’organizzazione architettonica che si applica di solito alle città. La certosa è nata, infatti, proprio con l’intento, comune a tutte le certose, di diventare un monastero-città. E le dimensioni sono davvero quelle di un piccolo centro urbano: in 30 mila metri quadrati coperti si trovano 320 stanze, 500 porte, 550 finestre, 13 cortili, 100 camini, 52 scale, 41 fontane.
Fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, la Certosa si compone di un grande cortile rettangolare intorno a cui sorgono le celle, la corte esterna, un chiostro interno detto “della Foresteria”, la chiesa a navata unica con cinque cappelle (al cui interno si trova anche la Cappella del tesoro, dove venivano custodite tutte le ricchezze dei padri), la cucina, le cantine, il refettorio, il Chiostro dei procuratori, la cella del priore, la biblioteca, il chiostro grande e le celle dei padri, lo scalone ellittico e il giardino della clausura.
All’interno delle celle dei monaci si trovava una serie di circa 70 dipinti che rappresentavano le certose esistenti in tutto il mondo, tra la fine del secolo XVII e l’inizio del XVIII. L’idea era venuta al priore generale dell’Ordine certosino, Innocent Le Masson, che aveva commissionato una serie di immagini che dovessero descrivere tutte le case dell’Ordine (all’epoca erano 250, sparse in tutta Europa, dalla Francia all’Italia, dalla Germania all’Inghilterra, dalla Spagna alla Russia, ed erano organizzate in 17 province, quelle di Chartreuse, Provence, Bourgogne, Aquitaine, France sur Loire, France sur Seine, Picardie, Teutonie, Angleterre, Saxe, Alemagne Inferieure, Allemagne Superieure, Lombardie, Toscana, Saint Bruno, Catalogne e Castille).
Quei dipinti dovevano costituire una mappa per la memoria visiva dei monasteri e insieme l’identificazione di un preciso linguaggio dell’architettura certosina, che a noi ha lasciato oggi una preziosa testimonianza documentaria. Urbanisticamentetutte le certose, in quanto città sante, sono identiche perché unica è la Regola che le governa – data da San Bruno di Colonia che fondò l’Ordine e la prima casa certosina sul massiccio di Chartreuse nel 1084 – come lo è la spiritualità comune ai certosini.

orari: aperto dalle 9.00 alle 19.30,
l’ingresso è consentito fino a 30 minuti prima della
chiusura: chiuso il martedì

GROTTE DI CASTELCIVITA
Le grotte di Castelcivita, un complesso speleologico di indubbio interesse, situate alle pendici dei monti Alburni, in provincia di Salerno, a pochi passi del fiume Calore, rappresentano un patrimonio, dal punto di vista naturalistico e geomorfologico, ancora non completamente valorizzato, con notevoli potenzialità inespresse. Un paesaggio surreale e fantastico, ricco di colori, concrezioni, stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane e più varie, alimentano la fantasia. La suggestione, e quell'alone di mistero che da sempre ha circondato le grotte. Caverne imponenti come basiliche, adorne di colonne e guglie candide come la neve, obelischi e pinnacoli, e trine intessute da dita di fate…
Orario invernale (dal 01/10 al 15/03)
mattino: ore 10.30 , 12.00
pomeriggio: ore 14.30 , 16.00
orario estivo (dal 16/03 al 30/09)
mattino: ore 10.00 , 11.00 , 12.00 , 13.00
pomeriggio: ore 14.30 , 15.30 , 16.30 , 17.30 , 18.30

Percorso speleologico amatoriale: Nel periodo estivo è possibile visitare il percorso speleologico-amatoriale che si snoda oltre la parte illuminata fino a raggiungere il meraviglioso lago Sifone sito a circa 3000 metri dall'ingresso.

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