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Napoli

  • Monumenti - Campania

Terra dagli affascinanti paesaggi, ricca di arte e storia, ma anche di contraddizioni interiori ed esteriori: complessa e misteriosa, compresa o no, Napoli va vista!

Non solo perchè è una delle città più antiche del Mediterraneo, con un centro storico che è il più grande di tutta Europa, ma perchè visitarla significa intraprendere un viaggio nello spirito e nelle sue mille sfaccettature.

DA VISITARE:

PIAZZA MUNICIPIO
Ampia piazza rettangolare, che prende il nome dal municipio ospitato nel palazzo borbonico di San Giacomo (1819/25). Al centro la piazza è ornata dal monumento equestre a Vittorio Emanuele III°. Ad ovest la Certosa di S.Martino e Castel S.Elmo fanno opposizione all'ampia apertura ad est verso il porto. All'interno dell'edificio comunale è presente la chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli (1540) eretta per volere del viceré Pedro de Toledo e della viceregina Maria.

CASTEL NUOVO O MASCHIO ANGIOINO
Conosciuto anche con il nome di Maschio Angioino, questo maestoso e imponente castello fù realizzato durante la dominazione Angioina e poi ricostruito quasi interamente dagli Aragonesi che gli diedero il nome di Castel Nuovo. E' uno dei simboli della città ed è annoverato tra i castelli più famosi d'Italia. Dotato di cinque torri cilindriche merlate e di un arco di trionfo (realizzato in onore di Alfonso I d'Aragona, per celebrare il suo ingresso a Napoli nel 1443), era il centro politico e culturale della città.

IL TEATRO DI SAN CARLO E IL SUO MUSEO
Il Teatro di San Carlo era, ed è, la vita stessa di Napoli. Una città da sempre proiettata in avanti, al centro dei cambiamenti culturali, spugna porosa per le nuove tendenze, grande culla di sperimentazioni, sintesi e commistioni. Napoli destinata per vocazione a non rinchiudere le arti in steccati di genere. Il Museo intende offrire una finestra privilegiata sulla Storia del Teatro attraverso una ricca documentazione visiva - quadri, stampe d'epoca, foto, strumenti musicali – e sonora, oltre ad un ricco archivio musicale audio. Gli anni più recenti ci consegnano un ampio materiale video. Il San Carlo ha orientato il gusto e la storia dell’Opera insieme a quelle del costume e della società. Tutti i più grandi artisti prima o poi hanno calcato le scene del Teatro di cui si sono innamorati compositori come Donizetti, Verdi, Bellini, Rossini. Casa madre per artisti leggendari ma anche tempio laico per le grandi kermesse politiche e culturali, il San Carlo ha visto sfilare protagonisti indiscussi della scena, dalla Callas alla Bergman, da Gigli a Martucci, da Visconti a Herzog, dalla canzone napoletana rivista da tenori e soprani a stilisti e couturière, che hanno seguito la strada aperta da Coco Chanel e a noi hanno portato le preziose mani di Roberto Capucci ed Emanuel Ungaro.

“MEMUS” (MEmoria MUSeo), il nome del Museo, luogo della vita che si interroga sulla memoria ma si muove leggero nella sperimentazione di nuovi linguaggi, ricerca e formazione, eredità e innovazione, conservazione e rielaborazione, destrutturazione e tradizione. Musica? Ma anche segno, tratto, costume, illusione scenica, magia di un’arte complessa e dalle molte anime, dispiegate in uno spazio ideale per mostre ma anche luogo privilegiato per incontri multidisciplinari, serate a tema, proiezioni cinematografiche, performance live. Un Museo “creattivo”, quindi, che ci aiuti a ritrovare i passi nella storia di un Teatro di San Carlo “tempio laico, tra arte, glamour e costume”. Con la sua anima “popolare” e la dedizione ai giovani, tasselli di un’ottica del “bene comune” che contribuirà a restituire il Teatro alla sua città.

PALAZZO REALE
Il maestoso Palazzo Reale domina la stupenda Piazza del Plebiscito , vero cuore pulsante della città di Napoli. La sua costruzione fu voluta dal Viceré spagnolo e fu iniziata dall'architetto Fontana all'inizio del XVII per essere terminata solo nei secoli successivi. Successivamente il palazzo ha vissuto fasi di fortune alterne, fino a tornare oggi al suo massimo splendore e a rappresentare uno dei più grandi tesori di Napoli.

All'interno del Palazzo Reale di Napoli si possono visitare:
• Museo dell'Appartamento Storico di Palazzo Reale: questo appartamento fastoso rappresenta senza ombra di dubbio la maggiore attrazione del Palazzo Reale, grazie alla presenza di ambienti come la Sala del Trono , la Cappella Reale , la Sala degli Ambasciatori e le Anticamere del Re .
• Altra attrazione è rappresentata sicuramente dalla Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III . Ingresso si accede all'appartamento storico direttamente dal piano terreno, attraverso la biglietteria.

orari di visita / biglietteria 09:00 - 20:00 (la biglietteria chiude alle ore 19:00)
chiuso i mercoledì, 1 gennaio, 1 maggio, 19 settembre (santo patrono di Napoli), 25 dicembre
visita ai cortili sono liberamente visitabili dalle ore 09:00 alle 19:00; nel periodo invernale sino ad un'ora prima del tramonto

DUOMO DI SAN GENNARO
La costruzione del Duomo fu voluta da Carlo I d'Angiò, proseguì durante il regno di Carlo II (1285-1309) e fu completata nel primo ventennio del trecento dal Roberto d'Angiò. La Chiesa, danneggiata da vari eventi sismici, fu spesso restaurata e rimaneggiata e presenta quindi notevoli sovrapposizioni di stili. L'intervento che più di ogni altro trasformò l'impianto originario, fu quello del seicento che sovrappose decorazioni barocche alle forme gotiche. La Cattedrale è a tre navate con transetto ed abside poligonale, con copertura a capriate lignee nella navata centrale e a crociera nelle laterali. Il suo aspetto spaziale cambiò per la costruzione di un soffitto a cassettoni dipinti da Vincenzo Forlì e Fabrizio Santafede.
La facciata pseudo neogotica, rifatta da Enrico Alvino alla fine dell'ottocento, conserva il portale gotico del 1407 fatto da Tino di Camaino; i due portali laterali sono anch'essi tardo gotico come l'altissima guglia con l'incoronazione della Vergine. Lungo le pareti della navata centrale vi sono tele di Luca Giordano; nelle Cappelle laterali, oltre ad opere di Vaccaro, Perugino, Falcone e Solimena, vi sono pregevoli sepolcri tra cui ricordiamo quello al Cardinale Sersale di San Martino. Ai lati della tribuna vi sono la Cappella Minutolo, con pavimenti a mosaico e affreschi duecenteschi, e la Cappella Tocco, con un affresco di Pietro Cavallini. Sotto l'Altare vi è il Succorpo di San Gennaro. La Cappella del Tesoro è opera barocca dell'architetto Grimaldi. L'accesso alla Cappella è chiuso da un cancello dorato di Cosimo Fanzago. La Cappella è a pianta centrale ed è coperta da una cupola con affresco del Lanfranco. In questa Cappella si conservano la ampolle con il sangue coagulato di San gennaro oggetto di un culto popolare molto diffuso e discusso. Nel settecento, Arcangelo Guglielmelli progettò un inconsueto boccascena absidale e in corrispondenza dell'ingresso sistemò un organo con forte effetto prospettico.

IL MIRACOLO DEL SANGUE
Sorta nel nucleo di origine romana alla fine del duecento su una precedente basilica paleocristiana, la Cattedrale di Napoli è ubicata tra il Decumano Centrale, il Decumano Superiore e due cardini del tracciato greco-romano. Si ritiene che una pia donna avesse raccolto in due ampolle il sangue di San Gennaro per consegnare poi la preziosa reliquia al vescovo di Napoli. Il sangue contenuto nelle ampolle di vetro di foggia antica è ancora oggi oggetto di profonda venerazione con le altre reliquie conservate nel Duomo di Napoli. I grumi rappresi scuri e solidi spontaneamente si sciolgono. Il sangue ribolle ed assume il colore rosso vivo. La liquefazione avviene di solito accompagnata dalle fervide preghiere ed insistenti invocazioni al Santo. Le modalità con le quali avviene lo scioglimento: tempo, intensità del sangue sono considerate di buon auspicio per la città se avvengono senza indugi, nel caso contrario sono di segno sfavorevole. Il miracolo si ripete regolarmente altre due volte nell’anno: a maggio ed a dicembre ed in circostanze particolarmente rilevanti per Napoli come ad esempio la visita di qualche personaggio importante, la minaccia di sciagure naturali etc. Per la prima volta fu annotata la liquefazione del sangue di San Gennaro nel 1389 sulle pagine del "Chronicon Siculum". Da quel momento in poi studiosi, scienziati e ricercatori si sono sbizzarriti nello scrivere su questo insolito fatto. Fino ad oggi nessuno è riuscito a trovare la soluzione del mistero. Di conseguenza attorno al sangue di San Gennaro sono cresciute numerose leggende e superstizioni.

MUSEO DEL TESORO DI SAN GENNARO
Il Museo del Tesoro di San Gennaro, attiguo alla Basilica del Duomo di Napoli e alla Real Cappella del Tesoro, è inserito in uno degli itinerari storici più antichi della Città partenopea. Il percorso museale consente un vero e proprio viaggio nel tempo tra le bellezze e le radici di Napoli, tra i vicoli e i colori dei mercati, tra i volti degli emigranti e quelli del popolo in attesa del miracolo, tra la processioni di New York e quella di Napoli, con sonorizzazioni, immagini, voci, emozioni, che si rincorrono tra le sale dove emergono dal buio solo le luci splendenti dei “gioielli più preziosi del mondo”, tra i quali l’antico e preziosissimo reliquario del sangue donato da re Carlo d’Angiò nel 1305 e che ancora oggi trasporta le ampolle del sangue in processione.
in esposizione sette secoli di straordinari capolavori donati da papi, re, regine imperatori, uomini illustri

orari aperto dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 17.00 domenica e festivi dalle 9.00 alle 14.00

CHIESA DI S. CHIARA
La sua costruzione inizia nel 1310 per volere di Roberto D'Angiò e della regina Sancia, l'intento era di creare il pantheon dei sovrani napoletani. Purtroppo i bombardamenti del 1943 e i successivi restauri hanno determinato la perdita degli arredi originali dell'epoca. Gli interni erano semplici e sobri in linea con gli standard dei luoghi di culto del '700. Molte le opere presenti nella Chiesa, fortunatamente scampate ai raid aerei degli anni '40. Annesso all'edificio religioso si può ammirare Il Coro delle Clarisse stupendo esempio di gotico napoletano, di cui si può ammirarne l'importanza nel Portale Marmoreo del '300 che funge da ingresso nel vano.

CAPPELLA S. SEVERO
Opera della nobile famiglia di Sangro, fu ristruttura nel 1749 dal Principe Raimondo di Sangro che disegnò gran parte dei sepolcri interni, per i lavori furono incaricati anche gli artisti Francesco Queirolo, Antonio Corradini e Francesco Maria Russo. All'interno sono custodite le celebri "Macchine Anatomiche" oggetto di studio di Raimondo di Sangro, e l’incantevole Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino (1753).

MUSEO DI CAPODIMONTE
Il Palazzo Reale di Capodimonte fu costruito per volere dei Borboni nella prima metà del XVIII sec. per ospitare, tra l'altro, le opere della Collezione Farnese . Situato in una delle posizioni più suggestive di Napoli, il palazzo ospita dal 1957 il Museo di Capodimonte , che rappresenta una delle maggiori attrazioni culturali della città. All'interno del Palazzo Reale di Capodimonte , oltre agli Appartamenti Reali , si possono ammirare: • Importanti collezioni d'arte in cui si trovano tele dei maggiori esponenti della pittura italiana, come Andrea Mantenga ( Ritratto di Francesco Gonzaga ), Masaccio ( La Crocifissione ), Tiziano ( Danae ) e Caravaggio ( La Flagellazione di Cristo ). • Collezioni di Scultura e di Arte Contemporanea . Orari dalle ore 08.30 alle ore 19.30 - La biglietteria chiude 1 ora prima Chiuso i Mercoledì.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Il più antico e ricco Museo archeologico in Europa; fondato dai Borbone alla fine del XVIII secolo, custodisce ed espone importanti e numerosissimi reperti archeologici dall'età preistorica a quella tardo-romana, provenienti da Pompei, da Ercolano e dall'area vesuviana, dai siti della Magna Grecia e dagli scavi nell'Italia meridionale, un tempo compresa nel Regno Borbonico, oltre alle importante collezioni storiche (egiziane, della famiglia Farnese, dei Borgia, etc.) Giorni e orario apertura: Giorni feriali e festivi: 9.00 - 19.30 (in agosto l’orario di apertura potrà subire variazioni) Chiusura settimanale: martedì; 1° gennaio, 25 dicembre Indirizzo: Piazza Museo, 19 - 80135 Napoli - Tel: 081-4422111

MUSEO PIGNATELLI CORTES
E’ un raro esempio di casa-museo; gli oggetti sono ancora nella loro collocazione originaria nelle stanze. La dimora principesca è legata al gusto e al prestigio delle famiglie aristocratiche che l’hanno abitata: gli Acton, i Rothschild e i Pignatelli. La Villa, armonioso ed elegante modello dell’architettura neoclassica napoletana, è stata progettata da Pietro Valente nel 1826. Il Museo fu realizzato nel 1955, quando la principessa Rosina Pignatelli donò il parco e la villa con arredi, suppellettili e collezioni allo Stato italiano. Il Museo raccoglie arredamenti, piccoli mobili dell’Ottocento, oggetti in argento, suppellettili in bronzo dorato, bronzetti e porcellane di diverse manifatture che mostrano l’interesse collezionistico dei Pignatelli per le arti applicate. Lo scalone conduce al piano superiore dove è esposta la collezione d’arte del Banco di Napoli con tesori che vanno dal Cinquecento all’Ottocento. Il piano interrato, totalmente ristrutturato, ospita convegni e mostre. In un padiglione in fondo al Giardino c’è il Museo delle carrozze.
Orari: Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 14.
Chiuso martedì (eccetto durante la Settimana per la Cultura), Lunedì in Albis, 15 agosto. La biglietteria chiude un’ora prima

MUSEO DUCA DI MARTINA
La splendida tenuta sulla collina del Vomero venne acquistata da Ferdinando I di Borbone come residenza estiva della duchessa di Floridia Lucia Migliaccio. Nacque così la Floridiana, raffinata villa neoclassica sistemata dall’architetto di origine toscana Antonio Piccolini. La villa ed il parco sono acquistati nel 1919 dallo Stato e dal 1927 ha qui la sede il Museo della Ceramica Duca di Martina, che contiene una delle più prestigiose raccolte di arte decorativa europee ed orientali. La collezione, appartenuta a Placido de Sangro, duca di Martina, comprende circa seimila oggetti di produzione artistica ‘minore’: oggetti di arredo, ‘galanterie’, vetri, avori, ambre, lacche, coralli, tartarughe, smalti, ma soprattutto porcellane e maioliche.
Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 14.
Chiuso martedì (eccetto durante la Settimana per la Cultura), Lunedì in Albis, 15 agosto. La biglietteria chiude un’ora prima

CASTEL SANT'ELMO
Le prime notizie relative all’imponente struttura fortificata che domina dall’alto la città di Napoli risalgono al 1275, quando la fortezza, indicata come ‘Belforte’, era abitata dai familiari del re Carlo d’Angiò. Roberto d’Angiò nel 1329 decise di ampliarla ed incaricò l’architetto senese Tino di Camaino, di progettare la ristrutturazione. Nel corso dei lavori, terminati nel 1343, il palazzo fu trasformato in castello. Tra il 1537 e il 1547 il castello fu ricostruito su commissione dal viceré Don Pedro de Toledo e prese la caratteristica configurazione con impianto stellare a sei punte. Divenne così una delle fortezze più moderne del tempo e, insieme agli altri castelli napoletani, costituiva una compatta struttura di difesa che racchiudeva la città. Il progetto fu affidato a Valenzano Pedro Luis Escrivà, uno dei più famosi architetti militari del tempo nel campo delle fortificazioni. Dal 1604 la fortificazione venne utilizzata come carcere per i prigionieri politici, poi carcere militare fino al 1952. Nel 1976 risalgono furono iniziati i lavori di restauro, durati sette anni, che hanno recuperato la struttura originaria, rendendo visibili gli antichi percorsi, i camminamenti di ronda e vari ambienti. Castel Sant’Elmo è oggi un centro polifunzionale per attività e iniziative culturali: dalle grandi mostre d’arte antica e contemporanea, allo spettacolo e all’organizzazione di forum e convegni, in una cornice naturale di indimenticabile bellezza. La vasta piazza d’armi e gli spalti monumentali offrono un panorama indimenticabile della città e di tutto il golfo.
Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30.
Chiuso martedì (eccetto durante la Settimana per la Cultura), Lunedì in Albis. La biglietteria chiude un’ora prima
GRATUITO per i cittadini della Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni e per i visitatori muniti del biglietto del Museo e Certosa di San Martino
ARTECARD: il sito rientra nel circuito della Campania Artecard

MADRE - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DONNAREGINA
Il Madre è il primo museo per l’arte contemporanea situato nel centro storico di una città. L’architetto portoghese Alvaro Siza ha trasformato l’antico palazzo Donnaregina in uno splendido e funzionale spazio moderno per l’arte contemporanea. Nel cuore nascosto di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico, la presenza del museo Madre è anche l’occasione per ridisegnare la vocazione turistica di un quartiere ricco di valori sociali da recuperare e di beni culturali da riscoprire. In mostra circa 80 opere permanenti provenienti da collezioni di tutto il mondo (Sonnabend di New York, Esposito di Napoli, Stein di Milano, Burri e l’Enea Righi) in prestito a tempo indeterminato.
GRATUITO cittadini della Comunità Europea di età inferiore ai 6 anni,
PRENOTAZIONE INGRESSO singoli € 1,50; gruppi € 20,00; scuole obbligatoria € 15,00

CASTEL DELL'OVO
Sull’antico Isolotto di Megaride sorge imponente il Castel dell’Ovo. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all’uovo che Virgilio avrebbe nascosto all’interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l’uovo, fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino” Da quel momento il destino del Castello, unitamente a quello dell’intera città di Napoli, è stato legato a quello dell’uovo. Le cronache riportano che, al tempo della regina Giovanna I, il castello subì ingenti danni a causa del crollo dell’arcone che unisce i due scogli sul quale esso è costruito e la Regina fu costretta a dichiarare solennemente di aver provveduto a sostituire l’uovo per evitare che in città si diffondesse il panico per timore di nuove e più gravi sciagure.
ingresso gratuito orari: aperto dalle 9.00 alle 18.00 domenica dalle 9.00 alle 14.00

TOMBE DI VIRGILIO E LEOPARDI
Realizzato in epoca fascista, il Parco è stato restaurato nel 1976. Vi si trovano: a) la tomba di Giacomo Leopardi, costruita a imitazione dei cippi funerari romani nel 1934. Fino a quella data, le spoglie del poeta erano conservate nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Sembra che il parroco di quella chiesa fosse stato il solo ad acconsentire alla richiesta del conte Ranieri di ospitare la salma del poeta, morto in un periodo in cui a causa di un'epidemia di colera era obbligatoria la fossa comune. b) la Crypta Neapolitana, costruita in epoca romana da Cocceio. La crypta collegava Neapolis con la zona flegrea in maniera più rapida di quanto non consentissero le vie per colles fino ad allora praticabili. Attualmente è inagibile per il crollo di parte della volta. c) la tomba di Virgilio. E' situata accanto all Crypta, in posizione elevata. Non c'è alcuna certezza che si tratti della tomba di Virgilio; ma tutti, per un'antica tradizione, vengono qui per rendere omaggio al grande poeta. E' un monumento funebre romano, chiamato colombario per le nicchie scavate all'interno. All'interno vi è un tripode, in cui si bruciavano aromi in onore dei morti.

CATACOMBE DI SAN GENNARO
La catacomba di S. Gennaro si compone di due livelli non sovrapposti. Il nucleo originario è da individuare nell'utilizzo e nell'ampliamento, avvenuto tra la fine del II e gli inizi del III secolo, di un ambiente cosiddetto "vestibolo inferiore". Da esso si sono sviluppati, nei periodi successivi al III secolo, gli ambulacri della catacomba inferiore secondo uno schema di scavo ampio ed orizzontale. La catacomba superiore ebbe varie fasi di sviluppo: anch'ssa ebbe origine da un antico sepolcro che oggi chiamiamo "vestibolo superiore", noto essenzialmente per gli affreschi della volta della fine del II secolo. Gli elementi che caratterizzano maggiormente la catacomba superiore, sono la piccola "cripta dei vescovi" e la maestosa "basilica maior" (una vera e propria basilica sotterranea); la prima, ubicata presso la tomba di San Gennaro dove vennero sepolti alcuni dei primi Vescovi napoletani, la seconda è il frutto di un'ampia trasformazione dei vicini ambienti realizzata quando, nel sec. V, fu traslato San Gennaro. La "basilica maior" è a tre navate, conserva numerosi affreschi (V-VI sec.) ed è scavata interamente nel tufo. Catacombe di San Gennaro Via Tondo di Capodimonte,13 Basilica del Buon Consiglio Visite guidate ogni ora dal lunedì al sabato dalle 10,00 alle 17,00 domenica dalle 10.00 alle 13.00 Biglietto Ridotto per under 18, Over 65, Studenti universitari Gratuitoper diversamente abili, Bambini under 6

LA CHIESA DEL GESU' NUOVO
La chiesa del Gesù Nuovo o Trinità Maggiore è una delle più importanti chiese basilicali di Napoli; si erge in Piazza del Gesù Nuovo ed è situata ad ovest dell'antico decumano inferiore e della Porta Reale fatta dagli Angioini (Port'Alba). La chiesa venne così chiamata per distinguerla dalla vecchia chiesa del Gesù. Vi è custodito il corpo di san Giuseppe Moscati. La chiesa, fu costruita tra il 1584 ed il 1601 sull'antico Palazzo Sanseverino progettato da Novello da San Lucano, per espresso volere di Roberto Sanseverino principe di Salerno. Nel 1584 il palazzo con i suoi giardini fu venduto ai Gesuiti che incaricarono della ristrutturazione di tutto il complesso i loro confratelli Giuseppe Valeriano e Pietro Provedi. Essi sventrarono completamente il sontuoso palazzo, non risparmiando né le splendide sale né i giardini; le uniche parti che si salvarono furono la facciata a bugne (riadattata alla chiesa) ed il portale marmoreo rinascimentale. La consacrazione avvenne il 7 ottobre 1601.
Orari SS.Messe
feriali - Al mattino: ore 7 30 - 9 - 10 - 11 - 12 - Al pomeriggio: ore 18.30
festivi - Al mattino: ore 7,30 - 8.30 - 10 - 11.30 - 13 - Al pomeriggio: ore 18.30
Nota: Questi orari sono validi tutto l'anno. La Messa pomeridiana delle 18.30 è preceduta dalla recita del Santo Rosario.
* CONFESSIONI: In chiesa sono sempre disponibili dei sacerdoti per le Confessioni, dalle 7.30 alle 12.45 e dalle 16.30 alle 19.15.
Principali Celebrazioni durante l'Anno
- 31 gennaio: Festa di San Ciro e S.Giovanni soldato, le cui reliquie si trovano al Gesù Nuovo. SS.Messe ogni ora. Solenne Concelebrazione alle 17,30.
- Mese di Maggio: ogni giorno, alla fine del Rosario e prima della S.Messa, vengono cantate le Litanie Lauretane. Il 24 maggio si festeggia Mater Auxiliatrix, patrona dei gesuiti dell'Italia meridionale. L'ultimo giorno di maggio, prima della S.Messa, si effettua una processione interna alla chiesa.
- Giugno: novena del Sacro Cuore: ogni giorno, alla fine del Rosario, si cantano le Litanie del Sacro Cuore, in preparazione alla festa
- 31 luglio: festa di S.Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù.
- 16 novembre: festa di S.Giuseppe Moscati (1880-1927), il cui corpo si trova al Gesù Nuovo dal 16 novembre 1930. Il mattino celebrazione di SS.Messe ogni ora. Solenne Concelebrazione il pomeriggio alle 17.00.
- 8 dicembre: festa dell'Immacolata, cui è dedicata la chiesa ("Immacolata al Gesù Nuovo"). Alle ore 11 il Cardinale di Napoli celebra la S.Messa, e alle 12 si porta in piazza del Gesù, ai piedi dell'obelisco dell'Immacolata, dove rivolge un messaggio alla città di Napoli, cui segue il tradizionale omaggio floreale alla statua bronzea dell'Immacolata Vergine Maria.

CITTA' DELLA SCIENZA
Città della Scienza nasce a Napoli Ovest, nella zona di Bagnoli. È un sistema complesso che integra un Science Centre, museo scientifico interattivo di seconda generazione "Hands-on", con un'Area dedicata alla Formazione, allo Sviluppo territoriale e alla creazione di nuova imprenditorialità nel Mezzogiorno. È dotata, inoltre, di una serie di Spazi dedicati ad Eventi, Congressi, Meeting e Conferenze. Città della Scienza rappresenta, insomma, una delle iniziative più avanzate in Italia per quanto attiene alla creazione di un sistema organico di diffusione e trasferimento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche alla società.

 

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